L'ANAB aderisce al Comitato Cittadino per la Tutela del Territorio di Vasto (CH)
La prima e unica Associazione Naturista della nostra Regione ha deciso di aderire al Comitato vastese che porta avanti numerose battaglie ambientaliste, tra le quali quella contro la realizzazione della centrale a biomasse nei pressi della “Riserva Naturale di Punta Aderci”.
L’ANAB attraverso il suo Presidente Stefano Daniele fa sapere che è nell’interesse di tutta la collettività impedire la realizzazione di un impianto così controverso in un’area di alto pregio naturalistico e ambientale.
Queste le sue parole: “Le centrali a biomasse dovrebbero bruciare materiali organici per la produzione di energia, ma sarebbe opportuno che tali materiali fossero di provenienza locale, ovvero di filiera breve e quindi a chilometro zero. Inoltre gli oli provenienti dalla Romania e destinati alla centrale in questione sono di dubbia consistenza con un forte rischio di emissioni cancerogene a seguito della loro combustione. La Riserva Naturale di Punta Aderci è un luogo straordinario che coniuga la possibilità di praticare una varietà enorme di attività naturalistiche rendendola un patrimonio di inestimabile valore per tutti gli abruzzesi oltre che per i numerosi turisti che arrivano ogni anno da tutta la penisola. Sta a noi cittadini adoperarci al fine di sensibilizzare le amministrazioni locali, Comune di Vasto in primis, ad evitare la nascita di un simile ecomostro”.
Buone pratiche naturisteLe pratiche naturiste utili alla salute. (Seconda parte)
Anticapitalismo, decrescita.
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I princìpi e la purezza della filosofia naturista.
NATURISMO, CHE VUOL DIRE. "Enorme successo"? Ma sì, nonostante gli equivoci sul suo nome. Anzi, diciamola tutta, nonostante il fatto che non si sia neanche d’accordo su come chiamarlo. Tanto discreto che molti non sanno che cosa vuol dire. Naturisti compresi. Però suona bene, appare una bella parola, e come per il liberalismo molti se ne appropriano abusivamente. Nei Paesi di lingua germanica per Lebensreform si intende quel movimento, che toccò l’apice nei primi decenni del Novecento, che tende alla Riforma, cioè al rinnovamento totale della vita dell’uomo, per opporsi agli eccessi anti-naturali e artificiali della vita cittadina e della società moderna.
Perchè nudi?Qualunque naturista, prima o poi, presto o tardi, da un parente, da un amico o conoscente si è sentito porgere questa domanda: Perchè nudo? Quasi sempre non si ha la prontezza di rispondere razionalmente e compiutamente. Da qui l’esigenza di sintetizzare le ragioni che spingono un naturista a spogliarsi, almeno quelle più razionalmente spiegabili. Naturalmente ce ne sono altre, recondite o emotive che non si possono descrivere brevemente. Comunque in sintesi si possono elencare come segue:
1- IL NUDO IN ITALIA NON È VIETATO. L’art. 726 c.p. a cui si fa appello quando si vuole accusare qualcuno, non parla di nudo, ma di “atti contrari alla pubblica decenza”, lasciando spazio alla libera interpretazione di cosa sia decente e cosa no. Per esempio, se un tale urla e strepita rumorosamente in strada, oltre che ad essere un palese atto di maleducazione, potremmo accusarlo di aver commesso un atto indecente o meno. Bisognera valutare il contesto e l'intensità dei gesti. Mentre la nudità pulita, cioè non associata ad atteggiamenti con significati sessuali (movimenti, posizioni, sguardi, tonalità di voce, discorsi allusivi, ecc.), non è né maleducazione, né offesa, né mancanza di rispetto, salvo che qualcuno non si ostini a vederla in questo senso (ma in tal caso il problema è la malafede di chi guarda). |



Nell'ottica corretta che le grandi concentrazioni fanno male alla salute del pianeta e anche a quella mentale degli individui, va da sé che la concentrazione di capitali in mano ad un solo uomo o, peggio ancora, ad un piccolo branco, producono effetti dirompenti sull'armonia e l'equilibrio della società. Oggi più che mai ne abbiamo esempi significativi sotto gli occhi. Dalle multinazionali ai miliardari "cani sciolti", tutti lavorano alacremente per far stare peggio tutti gli altri. Oggi si è aggiunto un aspetto ancora più infido: riescono a far credere che ci forniscono merci e servizi che servono a farci star meglio. Troviamo alcune similitudini, con questa istanza del naturismo, nella locuzione no-global, nata intorno al 1999 per definire l'omonimo movimento. Essa indica un insieme di gruppi, organizzazioni non governative, associazioni e singoli individui relativamente eterogenei dal punto di vista politico ed accomunati dalla critica all'attuale sistema economico neoliberista. La critica principale del movimento è volta verso le multinazionali: secondo gli aderenti, il loro potere è così forte da condizionare le scelte dei singoli governi verso politiche non sostenibili da un punto di vista ambientale ed energetico, imperialiste, non rispettose delle peculiarità locali, e dannose per le condizioni della gente. Come si può fare dunque per contrastare questi signori? Spostare il mercato verso progetti etici e nel senso opposto alla concentrazione di capitali. Destinare il proprio denaro solo all'acquisto, per via diretta (senza intermediari), di beni realizzati da comunità/aziende che hanno al loro interno un progetto alternativo/di sostegno e/o di promozione di attività che siano etiche, ecologiche ed olistiche...




